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Modello 110/111: cosa cambia sulle ritenute IRPEF e come evitare errori nel 2026

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Ogni trimestre, i lavoratori autonomi con dipendenti e le aziende che applicano ritenute IRPEF a professionisti o dipendenti si trovano davanti allo stesso appuntamento con il Fisco: il modello 110. Anche se non si tratta di una novità in sé, l’Agenzia delle Entrate continua ad affinare i suoi strumenti di controllo incrociato tra quanto dichiarato nel trimestrale, quanto risulta nel riepilogo annuale (modello 190) e quanto viene comunicato da terzi attraverso altri canali, come le fatture con ritenuta che compaiono nei registri IVA. In pratica, questo significa che gli scostamenti tra trimestri sono sempre più visibili per l’Amministrazione finanziaria, e che un errore isolato può facilmente tradursi in una richiesta di chiarimenti o in un accertamento parallelo.

Chi è obbligato a presentare il modello 110

Il modello 110 raccoglie le ritenute e gli acconti operati su determinati redditi quando il sostituto d’imposta non è tenuto a usare il modello 111, quello che si applica generalmente alla maggior parte delle PMI e dei lavoratori autonomi per le ritenute su buste paga e fatture di professionisti. La confusione tra i due modelli resta frequente: molti parlano di “modello 110” riferendosi in realtà al 111. Prima di presentarlo, conviene verificare sul portale del Fisco o con il proprio consulente quale sia il modello corretto per la propria attività e per la propria modalità di pagamento, perché presentare il modello sbagliato, o presentarlo fuori termine, comporta sovrattasse e, nei casi più gravi, sanzioni calcolate sull’importo non versato nei tempi previsti.

Cosa significa per la tua attività

Per un lavoratore autonomo con qualche dipendente o che si avvale di altri professionisti, questo si traduce in diverse scelte pratiche. Primo, verificare che le ritenute applicate nelle fatture dei fornitori professionisti e nelle buste paga coincidano esattamente con quanto poi versato nel trimestrale: uno scostamento che si trascina per più trimestri può trasformarsi in un problema serio al momento di chiudere il riepilogo annuale. Secondo, anticipare la revisione contabile ai giorni precedenti la scadenza, non all’ultimo momento, per avere il tempo di correggere prima della presentazione invece di dover rettificare in seguito con un modello integrativo o sostitutivo, che tende ad attirare maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione. Terzo, se la tua attività cresce e stai valutando di assumere il primo dipendente o di iniziare a fatturare a professionisti con ritenuta, è il momento giusto per aggiornare correttamente gli obblighi dichiarativi collegati: non farlo non esonera dall’obbligo di trattenere e versare, e può comportare una sanzione per presentazione tardiva quando il Fisco se ne accorge in un secondo momento.

Come ridurre al minimo il rischio di errori e sanzioni

La miglior difesa di fronte a questi controlli incrociati è il metodo: mantenere un controllo delle ritenute aggiornato trimestre dopo trimestre, riconciliare prima di ogni presentazione trimestrale con la contabilità e con le buste paga del periodo, e conservare il dettaglio dei calcoli insieme alla ricevuta di presentazione, non solo il PDF finale. Conviene inoltre monitorare le scadenze con margine, perché le sovrattasse per presentazione tardiva spontanea sono proporzionalmente inferiori a quelle applicate quando è il Fisco ad anticipare con una propria richiesta: individuare da soli un errore e correggerlo il prima possibile costa quasi sempre meno che aspettare che se ne accorga qualcun altro.

In Zythos Business seguiamo la contabilità e la fiscalità di lavoratori autonomi e PMI con la stessa disciplina: riconciliamo ogni trimestrale con i registri prima di presentarlo, avvisiamo con anticipo delle scadenze e verifichiamo che le ritenute coincidano tra i vari modelli, così che nessun cliente si trovi sorpreso al momento del riepilogo annuale. Se hai dubbi su quale modello ti spetti, il 110 o il 111, o se le tue ritenute sono calcolate correttamente, è il momento giusto per verificarlo con il tuo consulente prima della prossima scadenza.

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