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Società inattiva: cosa sei ancora obbligato a presentare anche senza fatturare nulla

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Molti liberi professionisti e amministratori pensano che, se una società a responsabilità limitata non fattura, non acquista né svolge alcuna attività, basti “lasciarla ferma” senza ulteriori adempimenti. È uno degli errori più costosi e frequenti nella pratica quotidiana di uno studio di consulenza: una società inattiva resta, a tutti gli effetti legali e fiscali, una società viva finché non viene sciolta e liquidata formalmente davanti a un notaio e al Registro delle Imprese. E questo significa obblighi che non spariscono solo perché il fatturato è pari a zero.

Quali obblighi mantiene una società anche senza fatturare nulla

La dichiarazione di inattività presso l’Agenzia delle Entrate (tramite il relativo modello censuario) riduce alcuni oneri, ma non tutti. Due restano obbligatori indipendentemente dal fatturato:

L’Imposta sulle Società (Modello 200). Ogni società di capitali, sia essa attiva o meno, ha l’obbligo di presentare il Modello 200 finché non si sia estinta formalmente. Anche se il risultato è zero o addirittura negativo, la dichiarazione va comunque presentata. Il termine è di venticinque giorni naturali successivi ai sei mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, che nella maggior parte delle società coincide con l’anno solare. Non presentarlo non esonera da nulla: genera solo solleciti, more e, con il tempo, sanzioni che si accumulano esercizio dopo esercizio.

Il deposito del bilancio annuale presso il Registro delle Imprese. Redigere, approvare in assemblea e depositare i conti annuali (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa e gli altri documenti richiesti) è obbligatorio per qualsiasi società di capitali, inattiva o meno. L’assemblea ordinaria deve tenersi entro i primi mesi dell’anno successivo alla chiusura per approvare i conti dell’esercizio precedente, e il deposito va presentato poco dopo. Una società inattiva con bilancio in bianco (attivo, passivo e risultato a zero) è comunque tenuta a depositarlo: “non c’è nulla da dichiarare” non è un’opzione amministrativa valida.

I rischi reali di “lasciarla morire” senza fare nulla

Non presentare il Modello 200 né depositare i conti per diversi esercizi consecutivi non fa estinguere la società da sola. Quello che accade, in pratica, è quanto segue. Il Registro delle Imprese può chiudere la posizione della società per omesso e reiterato deposito dei conti, il che impedisce di iscrivere successivamente quasi qualsiasi atto (dal cambio di amministratore fino allo scioglimento stesso). L’Agenzia delle Entrate, dal canto suo, può avviare una procedura di cancellazione cautelare o d’ufficio dagli elenchi degli enti, con conseguenze sulla partita IVA e sull’operatività bancaria collegata. E sulla carta continuano ad accumularsi, anno dopo anno, le sanzioni per il mancato tempestivo deposito dell’Imposta sulle Società, che non si prescrivono finché l’obbligo resta in vita.

Inoltre, finché la società esiste formalmente, l’amministratore mantiene i propri doveri di diligenza. Se si accumulano perdite, esiste l’obbligo legale di convocare l’assemblea per deliberare lo scioglimento o la riduzione del capitale quando il patrimonio netto scende sotto la metà del capitale sociale; ignorarlo può comportare la responsabilità personale dell’amministratore per i debiti sociali successivi. “Abbandonare” una società non è mai gratis: costa più che chiuderla correttamente.

Come sciogliere e liquidare correttamente una società inattiva

Se la società non ha più, né avrà, alcuna attività, la strada corretta è lo scioglimento e la liquidazione formale: delibera assembleare di scioglimento, nomina del liquidatore (di norma lo stesso amministratore), liquidazione del patrimonio (se restano attivi o passivi pendenti), atto pubblico di estinzione davanti a un notaio e cancellazione delle iscrizioni presso il Registro delle Imprese, con la corrispondente chiusura della posizione fiscale. Solo con l’iscrizione dell’estinzione cessano realmente gli obblighi formali. Fino ad allora, ogni esercizio che passa aggiunge una dichiarazione pendente in più.

In Zythos Business accompagniamo liberi professionisti e piccole e medie imprese sia nella gestione contabile quotidiana sia in questi momenti di transizione: valutare se conviene davvero mantenere in vita una società inattiva, mettere in regola gli esercizi arretrati con il Fisco e il Registro, oppure gestire uno scioglimento e una liquidazione ordinata dall’inizio alla fine. La differenza tra risolvere la questione in tempo o lasciarla correre si misura di solito in sanzioni evitate, non in carte in più.

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