Zythos Business
Notizie

Ritenute sui professionisti: il 15% e il 7% spiegati per chi fattura e per chi paga

Zythos Business

Se sei un lavoratore autonomo e fatturi ad altre imprese, oppure se ti affidi a un avvocato, a un designer o a un consulente, prima o poi ti imbatterai nella ritenuta IRPF in fattura. Genera molti dubbi, sia in chi incassa sia in chi paga. Questa guida riassume l’essenziale, senza giri di parole.

Che cos’è la ritenuta e quando si applica il 15% o il 7%

La ritenuta è un acconto dell’IRPF del professionista. Chi paga la fattura non versa al professionista l’importo intero: trattiene una percentuale e la versa all’erario a nome di quest’ultimo. Il professionista la recupera poi in sede di dichiarazione dei redditi, come pagamento in acconto.

Si applica quando il professionista fattura per un’attività professionale (avvocati, architetti, consulenti, traduttori, formatori, designer, ecc.) a un altro imprenditore, professionista o società. Se il cliente è un privato, non c’è ritenuta.

L’aliquota generale è del 15%. Esiste un’aliquota ridotta del 7% per i professionisti che stanno iniziando: si applica nell’anno di avvio dell’attività professionale e nei due anni successivi. Per beneficiarne, il professionista non deve aver svolto attività professionali nell’anno precedente all’avvio. Inoltre deve comunicare per iscritto a ciascun cliente di soddisfare questa condizione, in modo che il cliente possa applicare l’aliquota ridotta. Se non lo comunica, il cliente tratterrà il 15%.

Conviene tenere d’occhio il cambio di aliquota: quando termina il periodo del 7%, le nuove fatture devono riportare il 15%, e una dimenticanza si paga cara.

Un esempio con numeri tondi

Un designer autonomo fattura 1.000 € di imponibile a un’azienda. La ritenuta si calcola sull’imponibile, non sull’IVA.

  • Con ritenuta del 15%: imponibile 1.000 € + IVA 210 € (21%) − ritenuta 150 € = 1.060 € da pagare al professionista. Il cliente versa i 150 € all’erario.
  • Con ritenuta del 7%: imponibile 1.000 € + IVA 210 € − ritenuta 70 € = 1.140 € da pagare al professionista. Il cliente versa i 70 €.

In fattura devono comparire separatamente l’imponibile, l’IVA, la percentuale di ritenuta e il suo importo. Un errore frequente è emettere la fattura senza la riga della ritenuta e pretendere di correggerla in seguito.

Come si dichiara: il modello 111

Il cliente che trattiene deve dichiarare e versare quanto trattenuto tramite il modello 111. In via generale ha cadenza trimestrale e si presenta entro i primi venti giorni di calendario del mese successivo alla chiusura del trimestre. Alcuni contribuenti, come le grandi imprese, hanno un periodo mensile. Se la scadenza cade in un giorno non lavorativo, slitta al primo giorno lavorativo successivo, e conviene verificare il calendario dell’esercizio sul sito dell’Agencia Tributaria.

Inoltre, a fine anno si presenta il riepilogo annuale delle ritenute (modello 190), che deve coincidere con la somma dei modelli 111 dell’esercizio. Se in quell’anno non ci sono state ritenute, non occorre presentare il 111 per quei periodi, salvo che l’Agencia Tributaria non abbia richiesto diversamente.

Chi fattura, dal canto suo, non presenta il 111. Registra le ritenute che gli sono state applicate e le scala nella dichiarazione dei redditi o nei versamenti frazionati trimestrali (modello 130, quando gli spetta).

Cosa succede se il cliente non versa la ritenuta

Il soggetto obbligato al versamento è il sostituto, cioè chi paga. Se ha trattenuto e non ha versato, o se avrebbe dovuto trattenere e non l’ha fatto, risponde nei confronti dell’erario: dovrà pagare l’importo con gli interessi di mora e può incorrere in maggiorazioni e sanzioni. Inoltre, tali importi possono incidere sulla deducibilità del costo se non sono documentati correttamente.

Per il professionista il problema è diverso. Se ha subito la ritenuta e la fattura lo attesta, può scalarla nella propria dichiarazione, anche se il cliente non l’ha poi versata. Se la ritenuta non gli è stata applicata quando era dovuta, la questione è più delicata, per cui conviene esaminare ogni caso. E, per evitare contestazioni, la cosa più prudente è che la fattura la riporti correttamente fin dall’inizio.

Errori comuni da evitare: applicare la ritenuta a un privato, calcolarla sul totale comprensivo di IVA, non passare dal 7% al 15% quando è il momento, dimenticare di includere un professionista nel 111 o presentare il trimestre fuori termine.

In Zythos Business curiamo la contabilità e le imposte di autonomi e PMI, e le ritenute fanno parte del nostro lavoro quotidiano: verifichiamo che le fatture riportino l’aliquota corretta, prepariamo il 111 e il 190 nei termini e riconciliamo quanto trattenuto con la contabilità. Così, sia che tu fatturi sia che tu paghi, sai che i conti con il fisco sono in ordine.

Discussione

Ci sono 0 commenti.