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Chiusura del terzo trimestre 2026: cosa controllare ora per arrivare a fine anno senza sorprese

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I calendari fiscali vengono di solito pubblicati come un elenco di scadenze, e molte aziende li usano solo per sapere quando devono presentare le dichiarazioni. Ma un calendario è soprattutto uno strumento di pianificazione. Con il termine del terzo trimestre 2026 appena chiuso, è il momento giusto per guardare indietro, correggere ciò che serve e organizzare i due mesi e mezzo che restano dell’esercizio.

Cosa lascia il terzo trimestre

A ottobre scadono le autoliquidazioni trimestrali del terzo trimestre: l’IVA (modello 303), le ritenute sui lavoratori e sui professionisti (modelli 111 e 115, a seconda dei casi) e, per chi è tassato a moduli o in stima diretta, l’acconto frazionato dell’IRPF (modelli 130 e 131). Se hai già presentato tutto, il lavoro non è finito: ora conviene confrontare quanto dichiarato con la contabilità.

Le discrepanze più frequenti non sono grandi errori, ma piccole distrazioni che si trascinano: fatture ricevute contabilizzate in un trimestre diverso da quello di detrazione, ritenute applicate ai professionisti che non sono confluite nel modello 111, o fatture emesse senza correlazione nella numerazione. Individuarle ora ti permette di correggerle senza problemi nella dichiarazione successiva. Se l’errore avesse comportato un versamento inferiore al dovuto, regolarizzarlo di propria iniziativa costa in genere molto meno che attendere una richiesta dell’AEAT, perché si evitano le sanzioni e le maggiorazioni sono più contenute.

Un caso che merita particolare attenzione è l’IVA a credito da compensare. Se il tuo 303 è risultato negativo, quel saldo non va perso: viene riportato nelle autoliquidazioni successive. Verifica di averlo riportato correttamente e che l’importo coincida con quello risultante dalla tua contabilità.

Cosa ci aspetta fino a dicembre e gennaio

Per le società, l’ultimo acconto dell’imposta sulle società (modello 202) si presenta a dicembre. Conviene decidere per tempo quale modalità di calcolo sia più vantaggiosa, perché una scelta poco ponderata può lasciarti con un onere di cassa inutile proprio in piena chiusura d’anno. Ricorda che, in generale, la modalità si sceglie nel termine della dichiarazione censuaria o al primo versamento, e che l’AEAT tiene conto di quanto hai fatto negli esercizi precedenti.

A gennaio arriverà il quarto trimestre e, con esso, le dichiarazioni riepilogative annuali: a seconda del tuo caso, il riepilogo dell’IVA, quello delle ritenute e quello delle operazioni con terzi. Se lavori con fornitori o clienti che superano le soglie di dichiarazione, ripulire fin d’ora i dati di questi terzi (codice fiscale, domicilio, importi per trimestre) ti eviterà discrepanze quando l’Agenzia incrocerà le informazioni.

Quanto alla fatturazione elettronica con garanzie di tracciabilità (Verifactu), il calendario dell’obbligo è stato rinviato al 2027. Non è una scusa per aspettare all’ultimo momento: se usi un programma di fatturazione, chiedi già ora al tuo fornitore come e quando si adeguerà.

Cosa significa per la tua attività

Traducendo il calendario in decisioni pratiche:

Fai una riconciliazione rapida. Confronta l’IVA e le ritenute dichiarate nel terzo trimestre con i tuoi libri contabili. È un’ora di lavoro che evita regolarizzazioni più onerose in seguito.

Proietta il risultato dell’anno. Con nove mesi chiusi puoi già stimare se avrai utili o perdite, e questo condiziona le scelte di chiusura: investimenti, ammortamenti, acconti o versamenti a piani pensionistici, ciascuno con i propri limiti e condizioni.

Metti da parte liquidità. I pagamenti di dicembre e gennaio si sommano alle spese tipiche di fine anno. Calcola per tempo quanto dovrai versare al fisco, per non ricorrere a finanziamenti d’urgenza.

Metti in ordine la documentazione. Fatture ancora da ricevere, giustificativi di pagamento e contratti di locazione o di servizi ricorrenti: ciò che non sarà documentato al 31 dicembre sarà difficile da dedurre in seguito.

Verifica di soddisfare i requisiti del tuo regime. Variazioni del fatturato, del numero di dipendenti o del tipo di attività possono incidere sul metodo di tassazione o sui tuoi obblighi censuari.

In Zythos Business lavoriamo proprio con questa visione di calendario: non aspettiamo la scadenza per preparare i tuoi modelli, ma rivediamo i tuoi libri durante il trimestre, anticipiamo ciò che dovrai pagare e ti proponiamo decisioni di chiusura con numeri reali sotto gli occhi. Così, quando arrivano le scadenze, non ci sono più sorprese.

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