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Deposito dei bilanci nel Registro Mercantile: scadenze, adempimenti e sanzioni se non lo fai

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Ogni estate arriva in studio la stessa domanda: entro quando ho tempo per depositare i bilanci della mia azienda nel Registro Mercantile? Il dubbio è legittimo, perché il deposito dei conti annuali è uno di quegli obblighi che si ricordano una volta l’anno e che, se il termine scade, può comportare conseguenze ben più serie di quanto sembri a prima vista: dalla chiusura registrale della società fino a sanzioni economiche. Questa guida ripercorre, passo dopo passo, cosa bisogna fare, quando e con quali documenti.

I due termini chiave: assemblea e deposito

Per capire il deposito dei bilanci bisogna distinguere due adempimenti distinti, concatenati tra loro. Il primo è l’approvazione dei conti annuali in assemblea generale ordinaria. La legge sulle società di capitali (LSC) impone che questa assemblea si tenga entro i primi sei mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale. Per la stragrande maggioranza delle PMI e delle società, il cui esercizio coincide con l’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), questo significa che l’assemblea deve tenersi al più tardi entro il 30 giugno.

Il secondo adempimento è il deposito vero e proprio presso il Registro Mercantile, da presentare entro il mese successivo alla data di approvazione dei conti da parte dell’assemblea. Se l’assemblea si tiene l’ultimo giorno utile (30 giugno), il termine per il deposito scade il 30 luglio. È bene non confondere le due date: non è che “i bilanci si depositano il 30 luglio” in automatico, ma quella è la scadenza massima se l’assemblea si è tenuta all’ultimo momento possibile. Se la società approva i conti prima, ad esempio ad aprile o maggio, il termine di un mese per il deposito decorre da quella data, non da giugno.

Quali documenti bisogna presentare

Il deposito non consiste semplicemente nell’inviare il bilancio. Il pacchetto richiesto dal Registro Mercantile comprende, in linea generale, i conti annuali completi (stato patrimoniale, conto economico, prospetto delle variazioni del patrimonio netto, rendiconto finanziario quando obbligatorio, e la nota integrativa), la relazione sulla gestione se la società è tenuta a redigerla, il certificato della delibera assembleare di approvazione dei conti e la proposta di destinazione del risultato, e la relazione di revisione quando la società è soggetta a revisione legale. Le società che possono redigere lo stato patrimoniale e la nota integrativa in forma abbreviata presentano un modello semplificato, ma l’obbligo di deposito resta comunque valido.

Oggi la presentazione avviene per via telematica, con firma elettronica, attraverso i moduli standardizzati pubblicati dallo stesso Registro Mercantile. Un errore frequente è rimandare tutto all’ultimo giorno senza aver prima preparato il certificato del verbale assembleare o senza avere pronta la relazione di revisione nelle società che ne hanno bisogno: un qualsiasi imprevisto tecnico dell’ultimo minuto può far perdere il termine per un soffio.

Cosa succede se non si deposita in tempo

Non depositare i bilanci entro i termini comporta due conseguenze, e nessuna delle due è trascurabile. La prima, e la più immediata dal punto di vista pratico, è la chiusura registrale: trascorso un anno dalla chiusura dell’esercizio senza che i conti siano stati depositati, il Registro Mercantile smette di iscrivere praticamente qualsiasi documento della società (nomine, cessazioni, procure, cambi di amministratore, ecc.), con l’eccezione di alcuni atti tassativamente previsti dalla legge, come la cessazione o le dimissioni degli amministratori, la revoca delle procure o lo scioglimento della società. Nella pratica questo può paralizzare operazioni societarie importanti — un aumento di capitale, un cambio di amministratore, una compravendita che richieda l’iscrizione di una procura — proprio nel momento in cui servono di più.

La seconda conseguenza è la possibilità che l’Instituto de Contabilidad y Auditoría de Cuentas (ICAC), l’organismo spagnolo di vigilanza contabile, imponga una sanzione economica alla società e, eventualmente, ai suoi amministratori, per l’inadempimento dell’obbligo di deposito. L’importo viene graduato in base a fattori come il fatturato o l’attivo della società, per cui non conviene dare per scontato che “non succede nulla” presentando in ritardo: sebbene nella pratica molte PMI depositino con un certo ritardo senza che si attivi immediatamente un procedimento sanzionatorio, il rischio legale esiste e non scompare con il passare del tempo.

In Zythos Business affianchiamo autonomi e PMI lungo tutto questo calendario — convocazione e svolgimento dell’assemblea, redazione dei conti, preparazione della documentazione e presentazione telematica al Registro Mercantile — affinché queste scadenze non diventino un problema aggiuntivo nella gestione quotidiana dell’attività. Anticipare l’adempimento di qualche settimana rispetto alla scadenza fa spesso la differenza tra un deposito tranquillo e una corsa dell’ultimo minuto.

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