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Ritenute ai professionisti nel 2026: quando si applica il 15%, quando il 7% e come dichiararle nel modello 111

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Se fatturi come libero professionista (consulente, avvocato, architetto, formatore, designer…) o se sei un’azienda che paga questo tipo di fatture, prima o poi ti sarai chiesto perché alcune fatture riportano una ritenuta e altre no, o perché la percentuale cambia dal 15% al 7%. La risposta sta nell’IRPF spagnola: quando un professionista presta servizi a un’altra impresa o a un altro autonomo (non a un privato), la normativa impone di “anticipare” parte dell’imposta che quel professionista pagherà poi nella propria dichiarazione dei redditi. Questo anticipo si chiama ritenuta e nel 2026 continua a muoversi tra due aliquote: quella generale del 15% e quella ridotta del 7%.

Il 15% generale e il 7% di inizio attività: quando si applica l’uno o l’altro?

La regola generale per i redditi da attività professionale prevede una ritenuta del 15% sulla base imponibile della fattura (l’importo al netto dell’IVA). Si applica sempre che chi paga sia un imprenditore o professionista tenuto a operare la ritenuta e chi incassa agisca come professionista, non come commerciante o prestatore di servizi non soggetti a ritenuta.

Il 7% ridotto è un’eccezione pensata per chi inizia: si applica nell’esercizio in cui il professionista avvia l’attività e nei due successivi, a condizione che non abbia esercitato alcuna attività professionale nell’anno precedente all’apertura della partita. Trascorso questo periodo di tre anni (quello di avvio più i due seguenti), la fattura passa automaticamente al 15%, senza bisogno di alcuna pratica aggiuntiva: è il professionista stesso a dover avvisare il proprio cliente che non gli spetta più l’aliquota ridotta, perché chi paga non ha modo di saperlo autonomamente.

Un dettaglio ricorrente: se riapri la partita come libero professionista dopo un periodo di inattività, non recuperi automaticamente il 7%, a meno che tu non abbia effettivamente svolto quella attività professionale nell’anno immediatamente precedente alla nuova apertura. E se svolgi contemporaneamente un’attività professionale e una diversa (ad esempio imprenditoriale), conviene verificare caso per caso quale aliquota si applica a ciascuna fattura.

Come si dichiara: il modello 111 (e il riepilogo annuale 190)

La ritenuta non la dichiara chi la subisce, ma chi la applica. In altre parole: se sei il professionista che emette la fattura con ritenuta, tu non presenti nulla per questo concetto; ti limiti a includere il ricavo per intero (senza ritenuta) nella tua contabilità o nei tuoi registri, e quella ritenuta diventerà in seguito un acconto d’imposta che sottrarrai nella tua dichiarazione dei redditi.

Chi invece deve agire è l’azienda o l’autonomo che paga la fattura e applica la ritenuta: deve versarla al Fisco spagnolo tramite il modello 111, con periodicità trimestrale in via generale (anche se le imprese di maggiori dimensioni lo presentano mensilmente). Nel modello 111 si sommano tutte le ritenute applicate a professionisti, lavoratori e altri percettori durante il trimestre, e si versa il totale. Inoltre, una volta l’anno va presentato il modello 190, il riepilogo annuale informativo: riporta, percettore per percettore, quanto gli è stato pagato e quanto gli è stato trattenuto durante l’intero esercizio. Il professionista sottoposto a ritenuta può chiedere al proprio cliente il certificato delle ritenute per verificare che coincida con quanto lui stesso ha dichiarato.

Cosa succede se il cliente non versa la ritenuta al Fisco?

Questo è il dubbio che più preoccupa i professionisti, e la risposta è rassicurante: l’obbligo di versare la ritenuta ricade su chi paga, non sul professionista che la subisce. Se il tuo cliente ti ha trattenuto il 15% (o il 7%) in fattura ma poi non versa quella somma al Fisco, il problema e la responsabilità sono suoi, non tuoi. Tu, come professionista, puoi comunque dedurre nella tua dichiarazione dei redditi l’importo che avrebbe dovuto esserti trattenuto secondo la fattura, anche se chi paga non lo ha mai versato. Il Fisco reclamerà quel debito al soggetto inadempiente, con le relative sanzioni e interessi, non al professionista che ha incassato in buona fede.

Il punto delicato si presenta quando la fattura non riporta alcuna ritenuta pur dovendola includere: in tal caso conviene chiedere al cliente di correggerla al più presto, perché una fattura emessa in modo scorretto può effettivamente generare discussioni sull’importo realmente maturato. Per questo vale la pena verificare, fattura per fattura, che l’aliquota applicata (15% o 7%) sia quella corretta e che compaia chiaramente indicata.

In Zythos Business affianchiamo ogni trimestre autonomi e piccole imprese affinché queste ritenute -e gli altri modelli che le accompagnano- vengano calcolate correttamente fin dalla prima fattura e presentate senza sorprese, sia che tu sia chi fattura sia che tu sia chi paga. Verifichiamo che l’aliquota applicata sia quella corretta in ogni momento, riconciliamo il modello 111 con la contabilità reale ed evitiamo che una disattenzione di oggi si trasformi in un accertamento del Fisco domani.

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