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Modello 202: come funzionano gli acconti dell’Imposta sulle Società in Spagna

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Se la tua azienda è soggetta all’Imposta sulle Società in Spagna, tre volte l’anno devi fare i conti con il Modello 202: l’autoliquidazione degli acconti, un anticipo a valere su quanto la società dovrà effettivamente pagare per l’imposta dell’esercizio in corso. Vediamo come si calcola, quale differenza c’è tra le due modalità previste dalla legge e quando conviene passare dall’una all’altra.

Cos’è il Modello 202 e chi è obbligato a presentarlo

Il Modello 202 va presentato dalle società e dagli altri soggetti passivi dell’Imposta sulle Società la cui quota dell’ultimo periodo d’imposta sia risultata positiva, oltre che da chi è obbligato ad applicare la modalità calcolata sulla base imponibile. In pratica, se la tua società ha registrato utili l’anno scorso, dovrai presentare il 202 anche se in qualche trimestre l’importo da versare risulta pari a zero: l’obbligo riguarda la presentazione, non solo il pagamento. Le società di nuova costituzione sono generalmente esonerate dall’acconto nel loro primo esercizio, perché non esiste ancora una quota precedente su cui calcolarlo.

Modalità dell’articolo 40.2 rispetto a quella dell’articolo 40.3

La legge prevede due modi di calcolare ciascun acconto, e scegliere quello giusto può fare una differenza notevole per la liquidità dell’azienda.

La modalità dell’articolo 40.2 si applica di default, salvo comunicazione contraria. Prende come riferimento la quota integra dell’ultimo esercizio già dichiarato (rettificata per detrazioni, agevolazioni e ritenute) e applica una percentuale fissa del 18%. È semplice perché guarda “all’indietro”: non dipende dall’andamento dell’esercizio in corso, ma dal risultato di quello precedente. Questo la rende prevedibile, ma può giocare a sfavore se l’attività è peggiorata e si continua a pagare in base a un esercizio migliore ormai passato.

La modalità dell’articolo 40.3, al contrario, guarda “in avanti”: si calcola sulla base imponibile reale dei primi tre, nove o undici mesi dell’esercizio stesso, applicando una percentuale che risulta moltiplicando per 5/7 l’aliquota d’imposta e arrotondando per difetto (per l’aliquota generale del 25%, il calcolo dà un 17%). È facoltativa per la maggior parte delle PMI e dei liberi professionisti in forma societaria, ma obbligatoria per le aziende il cui fatturato dell’esercizio precedente supera circa i 6 milioni di euro.

Un esempio con numeri tondi: una società con una quota integra rettificata dell’anno precedente pari a 20.000 euro, in modalità 40.2 pagherebbe il 18% di quella cifra in ciascuna delle tre scadenze — 3.600 euro — indipendentemente dall’andamento dell’esercizio in corso. Se quella stessa società optasse per la 40.3 e, dopo nove mesi, la sua base imponibile accumulata fosse di 60.000 euro, il versamento di ottobre si aggirerebbe intorno al 17% di quella base — circa 10.200 euro — detraendo quanto già versato ad aprile. Se l’attività va peggio rispetto all’anno precedente, la 40.3 risulta di solito più conveniente; se va meglio, tende a essere più onerosa, sempre in proporzione al risultato reale.

Quando conviene cambiare e calendario di presentazione

Passare alla modalità 40.3 conviene solitamente quando si prevede che l’esercizio in corso sarà peggiore del precedente (meno vendite, perdite, un anno atipico con utili straordinari ormai superati), perché evita di anticipare denaro su una base che non corrisponde più alla realtà dell’attività. Può essere interessante anche per aziende in forte crescita che preferiscono distribuire il pagamento in modo più graduale e aderente all’andamento reale dell’anno. Al contrario, se l’attività va meglio rispetto all’anno precedente, restare nella 40.2 è di solito più vantaggioso per la liquidità, anche se comporta un conguaglio maggiore al momento della liquidazione dell’Imposta sulle Società.

L’opzione per l’articolo 40.3 si esercita tramite una dichiarazione censuaria (Modello 036) presentata durante il mese di febbraio dell’anno in cui deve avere effetto, oppure entro il termine di inizio attività se si opta fin dal primo esercizio. Una volta scelta, vincola la società per gli esercizi successivi, salvo rinuncia espressa presentata anch’essa a febbraio tramite lo stesso modello censuario.

Quanto al calendario, il Modello 202 si presenta tre volte l’anno, entro i primi venti giorni naturali di aprile, ottobre e dicembre, riferiti rispettivamente ai primi tre, nove e undici mesi dell’esercizio (qualora coincida con l’anno solare). Conviene segnare queste date con anticipo: il ritardo nella presentazione, anche quando il risultato sia a zero, può generare richieste formali e sanzioni.

In Zythos Business affianchiamo liberi professionisti e PMI in questo tipo di decisioni che, sulla carta, sembrano un semplice adempimento trimestrale ma che, se ben gestite, alleggeriscono concretamente la liquidità dell’azienda. Analizziamo ogni caso per stabilire quale modalità convenga, calcoliamo e presentiamo gli acconti nei termini previsti, e verifichiamo che siano coerenti con l’Imposta sulle Società che verrà liquidata alla chiusura dell’esercizio.

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