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Convenzioni contro la doppia imposizione: come evitare di pagare due volte le tasse sullo stesso reddito in Spagna

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Vivere, investire o avviare un’attività in Spagna da stranieri porta prima o poi a una domanda inevitabile: se dichiaro già questo reddito nel mio paese d’origine, devo pagarci di nuovo le tasse anche in Spagna? La risposta breve è che, salvo errori o disinformazione, non dovrebbe essere così. La Spagna ha firmato convenzioni contro la doppia imposizione con oltre novanta paesi, ed è proprio questi trattati a ripartire il diritto di tassare uno stesso reddito tra i due Stati coinvolti. Capirli — e saperli attivare correttamente — è una delle pratiche fiscali più redditizie che un espatriato, un nomade digitale o un investitore non residente possa affrontare.

Cos’è una convenzione contro la doppia imposizione e come funziona

Una convenzione contro la doppia imposizione (CDI) è un trattato bilaterale tra la Spagna e un altro paese che stabilisce, reddito per reddito, quale Stato ha priorità nella riscossione delle imposte: il paese in cui si è fiscalmente residenti o il paese in cui il reddito viene generato (la cosiddetta “fonte”). La maggior parte delle convenzioni sottoscritte dalla Spagna segue, con qualche variazione, il modello OCSE, per cui condividono una struttura riconoscibile: regole diverse per stipendi, pensioni, dividendi, interessi, canoni, affitti o plusvalenze da vendita di immobili. Una convenzione non sostituisce la legge spagnola, ma prevale su di essa in caso di conflitto: se il trattato stabilisce che un reddito va tassato solo nel paese d’origine, l’Agenzia tributaria spagnola (AEAT, l’equivalente dell’Agenzia delle Entrate) non può reclamarlo anche in Spagna, e viceversa. Il problema più frequente non è che la convenzione non esista, ma che il contribuente — o chi eroga il pagamento in Spagna — non sappia che deve invocarla.

Il certificato di residenza fiscale: la chiave che apre la convenzione

Per beneficiare di una convenzione occorre dimostrare, con un documento ufficiale, dove si è fiscalmente residenti. Questo documento è il certificato di residenza fiscale, rilasciato dall’autorità tributaria del proprio paese (non dalla Spagna), che attesta che lì si dichiara il reddito mondiale per un determinato periodo. Senza questo certificato, la controparte spagnola — che sia una banca, un datore di lavoro o l’AEAT stessa — applicherà per default la ritenuta o l’imposta ordinaria, senza i vantaggi della convenzione, e recuperare quell’eccesso in un secondo momento richiede una procedura di rimborso che può durare mesi. La cosa migliore è richiedere il certificato ogni anno alla propria amministrazione fiscale d’origine e presentarlo, a seconda dei casi, a chi effettua il pagamento in Spagna (in modo che applichi fin dall’inizio una ritenuta ridotta) oppure direttamente insieme alla propria dichiarazione, sia essa l’IRPF se si è residenti in Spagna o l’Imposta sui Redditi dei Non Residenti (IRNR, dichiarata solitamente tramite il Modello 210) se non lo si è.

Esenzione o imputazione: i due metodi per non pagare due volte

Quando la convenzione non riserva il reddito in esclusiva a un solo paese, entra in gioco uno dei due meccanismi per eliminare la doppia imposizione. Il metodo dell’esenzione consiste nel fatto che il paese di residenza semplicemente non tassa (o esenta) il reddito già tassato nell’altro paese, anche se a volte lo considera nel calcolo dell’aliquota applicabile al resto dei redditi. Il metodo dell’imputazione — chiamato anche credito d’imposta o “detrazione per doppia imposizione internazionale” — funziona diversamente: il paese di residenza include comunque quel reddito nella base imponibile, ma consente di detrarre dall’imposta dovuta quella già pagata all’estero, con il limite di quanto si sarebbe pagato in Spagna per lo stesso reddito. La Spagna, per i propri residenti, applica prevalentemente il metodo dell’imputazione nell’IRPF: si dichiara il reddito mondiale e poi si applica la detrazione per le imposte già versate all’estero, sempre con la convenzione e i giustificativi alla mano. Quale metodo si applichi in ciascun caso non lo sceglie il contribuente: lo stabilisce la convenzione stessa, reddito per reddito, per cui conviene esaminarla nel dettaglio prima di dare nulla per scontato.

In Zythos Business aiutiamo lavoratori autonomi e piccole imprese con soci, clienti o redditi fuori dalla Spagna a individuare quale convenzione si applica, a ottenere il relativo certificato di residenza e ad applicare il metodo corretto — esenzione o imputazione — sia nelle ritenute sia nella dichiarazione annuale, affinché nessun reddito finisca per pagare le tasse due volte.

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