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Assumere il primo dipendente: quanto costa davvero una busta paga all’azienda

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Quando un lavoratore autonomo o una PMI valuta di assumere la prima persona, la domanda di solito è: «quanto devo pagarla?». La domanda giusta è un’altra: quanto mi costa davvero? Tra ciò che incassa il lavoratore e ciò che esce dal conto dell’azienda c’è una differenza importante, che conviene conoscere prima di firmare il contratto.

Lordo, netto e costo azienda: tre cifre diverse

Quando si parla di stipendi si mescolano tre concetti che non vanno confusi:

Stipendio netto: quanto il lavoratore riceve sul conto ogni mese. È la cifra che interessa a lui.

Stipendio lordo: l’importo pattuito nel contratto o nel contratto collettivo, prima delle trattenute. Da esso si sottraggono i contributi previdenziali a carico del lavoratore e la ritenuta IRPF, che l’azienda versa al fisco per conto del dipendente.

Costo azienda: il lordo più i contributi sociali che paga il datore di lavoro. È ciò che l’impresa sborsa realmente.

Un esempio con numeri tondi: un contratto con 24.000 euro di lordo annuo. Prendendo come riferimento un’aliquota contributiva a carico dell’azienda attorno al 31 %, l’impresa aggiunge circa 7.400 euro di contributi, per cui il costo totale si aggira sui 31.400 euro l’anno, cioè oltre 2.600 euro al mese per un lordo di 2.000 euro. Il netto del lavoratore sarà notevolmente inferiore a quei 2.000 euro e dipenderà dalla sua situazione personale e dalla sua ritenuta IRPF.

I contributi previdenziali a carico dell’azienda

L’azienda versa i contributi per ogni lavoratore sulla sua base contributiva. A titolo indicativo, l’insieme dei contributi del datore di lavoro (contingenze comuni, disoccupazione, FOGASA, formazione professionale e infortuni sul lavoro e malattie professionali) si colloca di solito intorno al 30-32 % della base. Ricorda che:

— La percentuale esatta varia in base al tipo di contratto, all’attività (il contributo per gli infortuni dipende dal codice CNAE) e alle aliquote che la normativa fissa ogni anno. Verificale sempre sulla fonte ufficiale vigente.

— La base contributiva non è solo la retribuzione base: include le mensilità aggiuntive ripartite e altre voci retributive.

— Ci sono altre voci che spesso si dimenticano: ferie, mensilità aggiuntive, contributi sulle mensilità aggiuntive, eventuali migliorie del contratto collettivo, prevenzione dei rischi sul lavoro, visita medica e gestione del personale.

Come regola pratica, per fare un budget conviene moltiplicare il lordo per un fattore di circa 1,3 e aggiungere un piccolo margine per gli imprevisti.

Agevolazioni e obblighi fiscali

Esistono agevolazioni e riduzioni dei contributi a carico del datore di lavoro per determinati contratti, ad esempio l’assunzione a tempo indeterminato di certe categorie, la trasformazione di contratti a termine o l’assunzione di giovani o di persone con disabilità. Condizioni, importi e durata cambiano spesso e richiedono il rispetto di alcuni requisiti (mantenimento dell’occupazione, regolarità dei pagamenti, ecc.). Prima di inserire un’agevolazione nei tuoi conti, verifica che sia in vigore e che tu soddisfi tutte le condizioni.

Oltre al costo, assumere comporta obblighi formali:

— Iscrizione del lavoratore alla Previdenza Sociale prima che inizi a lavorare e comunicazione del contratto.

— Busta paga mensile e versamento dei contributi entro i termini.

— Modello 111: dichiarazione trimestrale delle ritenute IRPF operate sui lavoratori (e sui professionisti). Va presentata anche quando la ritenuta di un periodo è modesta.

— Modello 190: riepilogo annuale delle ritenute, con il dettaglio di ogni percettore, da presentare a gennaio dell’anno successivo.

— Contabilità: registrare il costo del personale (stipendi e contributi a carico dell’azienda), il debito verso il fisco e verso la Previdenza Sociale, e il pagamento della busta paga.

— Prevenzione dei rischi sul lavoro e la documentazione del lavoro richiesta dal contratto collettivo applicabile.

Errori comuni

I più frequenti sono stabilire la retribuzione pensando solo al netto, dimenticare che anche le mensilità aggiuntive sono soggette a contribuzione, non verificare il contratto collettivo applicabile (che può imporre uno stipendio minimo superiore a quello pattuito) e trascurare il modello 111 nei trimestri senza movimenti apparenti.

In Zythos Business aiutiamo lavoratori autonomi e PMI a calcolare il costo reale di ogni assunzione prima di compiere il passo, a verificare quali agevolazioni sono applicabili e a gestire buste paga, contributi e modelli 111 e 190 senza sorprese. Così la tua prima assunzione diventa una decisione consapevole e non una sorpresa a fine trimestre.

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