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Calendario fiscale 2026: cosa cambia per autonomi e PMI con Veri*Factu e gli incroci automatici del Fisco

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Il calendario fiscale del 2026 richiede ancora una volta ad autonomi e PMI un’attenzione costante alle scadenze dell’Agenzia Tributaria spagnola, ma quest’anno si aggiunge un elemento nuovo che cambia il modo di lavorare di molte attività: l’introduzione progressiva dei sistemi di fatturazione verificabile (Veri*Factu) e il rafforzamento degli incroci automatici di dati che l’Agenzia effettua tra quanto dichiarato in materia di IVA, ritenute e Imposta sulle Società o IRPF. Non si tratta solo di rispettare delle date: è questione di tenere contabilità e fatturazione in ordine in tempo reale, perché il margine per correggere a posteriori si sta riducendo sempre di più.

Le novità del calendario 2026

La struttura degli adempimenti periodici resta invariata: autonomi e PMI in regime di stima diretta o in regime IVA ordinario continuano a presentare trimestralmente il Modello 303 (IVA), il 130 o il 131 (acconto IRPF, a seconda del regime di stima diretta o oggettiva) e, se hanno dipendenti o collaboratori soggetti a ritenuta, il Modello 111. Chi affitta locali o uffici destinati all’attività deve aggiungere il Modello 115. A chiusura dell’esercizio arrivano i riepiloghi annuali — il 390 per l’IVA, il 190 per le ritenute da lavoro, il 347 per le operazioni con terzi sopra la soglia stabilita — e, per le società, il Modello 200 dell’Imposta sulle Società, con i relativi acconti intermedi (Modello 202) durante l’anno.

La vera novità del 2026 è il consolidamento dell’obbligo di utilizzare software di fatturazione conforme ai requisiti antifrode (noti come Veri*Factu): sistemi che garantiscono l’impossibilità di alterare o cancellare le fatture una volta emesse e che, nella modalità a invio immediato, trasmettono i dati all’Agenzia Tributaria nel momento stesso in cui si fattura. Il calendario di entrata in vigore è stato scaglionato per fasce a seconda del tipo di contribuente, quindi conviene verificare con il proprio consulente o con il fornitore del software di fatturazione la data esatta applicabile alla propria attività, piuttosto che dare per buona una data generica. Accanto a questo, prosegue la tendenza degli ultimi anni verso un controllo più puntuale dei contributi degli autonomi nel sistema a reddito reale (RETA), con la relativa regolarizzazione annuale quando i redditi definitivi non coincidono con la previsione fatta al momento di scegliere la base contributiva.

Parallelamente, l’Agenzia mantiene e rafforza gli avvisi e le richieste automatiche generate quando rileva discrepanze tra quanto dichiarato nel 303, nel 130/131, nel 190 e, più avanti, nella dichiarazione dei redditi o nell’Imposta sulle Società. Questi incroci non dipendono più da un controllo in presenza: scattano automaticamente non appena gli importi tra i vari modelli non coincidono.

Cosa significa per la tua attività

Per un autonomo o una PMI, tutto questo si traduce in alcune decisioni pratiche. Primo: verificare al più presto se il proprio software di fatturazione (o quello del proprio consulente) è già conforme ai requisiti Veri*Factu, senza rimandare all’ultimo trimestre — cambiare sistema di fatturazione a metà anno, con clienti e fornitori già caricati, richiede sempre più tempo del previsto. Secondo: se si contribuisce in base ai redditi reali nel RETA, conviene fare una stima di chiusura d’anno con anticipo — prima di novembre — per correggere la base contributiva ed evitare una regolarizzazione finale che obblighi a restituire o reclamare importi rilevanti in un’unica soluzione. Terzo: quadrare ogni trimestre l’IVA a debito e a credito con quanto risulta effettivamente nei registri prima di presentare il 303, invece di affidarsi solo a quanto propone il software di fatturazione, perché uno scostamento tra il 303 trimestrale e il 390 annuale è uno dei motivi di controllo più frequenti.

È anche il momento giusto per anticipare l’acconto dell’Imposta sulle Società (Modello 202) se l’azienda supera la soglia che ne impone la presentazione, calcolandolo sui dati reali dell’esercizio in corso e non solo sul risultato dell’anno precedente, per non trovarsi a luglio con una cifra molto più alta del previsto. E, qualunque sia la propria forma giuridica, vale la pena rivedere in anticipo le detrazioni a cui si ha diritto — investimenti, R&S, assunzioni, digitalizzazione — perché molte si perdono semplicemente per mancanza di documentazione tempestiva, non per mancanza dei requisiti.

In Zythos Business lavoriamo proprio perché queste scadenze non colgano di sorpresa i nostri clienti: seguiamo il calendario fiscale azienda per azienda, incrociamo quanto dichiarato con la contabilità reale prima di presentare ogni modello e avvisiamo con il dovuto anticipo quando è il momento di correggere i contributi, gli acconti o adattare il sistema di fatturazione alla normativa vigente. La tranquillità di sapere che ogni trimestre è quadrato e presentato in tempo è, alla fine, la differenza tra gestire l’attività e farsi gestire da essa.

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